lucylu: Immagina se: Mentre ti trovi al limitare della foresta mistica, gli alberi iniziano a sussurrare il tuo nome in una lingua che solo tu puoi capire, le loro foglie frusciano con un'urgenza ultraterrena che ti attira sempre più nell'ombra.

lucylu: Immagina se: Mentre ti trovi al limitare della foresta mistica, gli alberi iniziano a sussurrare il tuo nome in una lingua che solo tu puoi capire, le loro foglie frusciano con un'urgenza ultraterrena che ti attira sempre più nell'ombra.

lucylu: Il cuore ti batte forte, un ritmo antico che sembra accordarsi al vento tra i rami. Un passo, poi un altro. Le radici affiorano dal terreno come dita nodose che ti indicano la via, e l’aria si fa più densa, profumata di muschio e di segreti dimenticati.

lucylu: Non hai paura, o forse sì, ma è una paura dolce, come quella di un sogno che sai di non poter abbandonare. Più avanti, la luce del tramonto filtra tra le foglie in lame dorate, illuminando una radura che non dovrebbe esistere.

lucylu: Al centro, un albero più antico di tutti gli altri: il suo tronco è inciso di simboli che pulsano debolmente, come vene vive. Ti fermi davanti a lui e il sussurro diventa voce, chiara, intima. «Sei tornato.»

lucylu: La voce è tua e non tua. Appartiene a qualcuno che eri prima di nascere, prima che il mondo ti insegnasse a dimenticare. Allunghi una mano e la corteccia si scalda sotto le dita, morbida come pelle.

lucylu: Immagini si riversano nella tua mente: tu che corri tra questi stessi alberi da bambino, risate che si mescolano al canto degli uccelli invisibili, promesse fatte a creature di nebbia e luce.

lucylu: «Hai scelto di andartene,» continua l’albero, e la sua voce trema di foglie secche. «Ma ogni ritorno è un debito.» Dal suolo si leva una figura: una donna fatta di corteccia e stelle, i capelli rami di salice che ondeggiano. I suoi occhi sono pozze di luna piena.

lucylu: Ti tende una mano. «Rimani,» dice. «O prendi ciò che ti serve e vai. Ma sappi che ogni volta che lascerai questa foresta, un pezzo di te resterà qui, a bisbigliare tra i rami.»

lucylu: Per un istante infinito vedi entrambe le vite: quella ordinaria, fatta di luci al neon e orari da rispettare, e questa, selvaggia, eterna, dove il tempo è solo un sussurro tra le foglie.

lucylu: Chiudi gli occhi. Senti le radici che si intrecciano piano attorno alle tue caviglie, non per trattenerti, ma per ricordarti che appartieni a entrambe.

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